A ventitré anni di distanza, il 2003 resta per molti appassionati un anno d’oro dei videogiochi: un dodicesimo di mese nel quale l’industria pubblicò opere che si ricordano ancora oggi. Chi scrive era allora un ragazzo delle medies dai brufoli, con pochi ma preziosi amici e una passione già molto chiara: i videogiochi. Ecco i tre titoli di quell’anno sui quali trascorse più ore in assoluto.
Need for Speed Underground, il gioco del 2003 che ricordo con più affetto
Il primo della lista è anche quello che l’autore ricorda con più affetto: Need for Speed Underground è considerato dall’autore il gioco del 2003 che ricorda con più affetto. Capostipite della saga Electronic Arts dedicata al tuning, arrivò nei negozi con un tempismo incredibile: era il periodo di Fast and Furious, ma anche di titoli meravigliosi come Gran Turismo e Colin McRae, giochi che l’autore ha letteralmente sviscerato. Con questa mossa EA conquistò subito il suo cuore, proponendo un’esperienza in cui, gara dopo gara, si poteva elaborare la propria auto, rendendola via via più potente e più bella. E la colonna sonora leggendaria di NFSU meriterebbe un capitolo a parte.
Manhunt, il regalo di Natale shock di Rockstar
Per il Natale di quell’anno arrivò il nuovo videogioco di Rockstar Games, un titolo che fece discutere parecchio per la sua violenza estrema: Manhunt. La trama era semplice quanto scioccante: nei panni di James Earl Cash, un detenuto destinato al braccio della morte, bisognava farsi largo in una città attraverso esecuzioni sempre più brutali, con l’obiettivo di essere protagonisti di uno snuff movie. Parliamo di uno dei giochi più censurati di ogni epoca, che resta fra i preferiti dell’autore di quel 2003. Curiosità: qualche anno fa è uscita una remaster non ufficiale di Manhunt.
Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, il trionfo di Ubisoft
Il terzo capolavoro è quello di Ubisoft, Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, tornato di recente alla ribalta per via del suo remake. Il gioco si era assunto un compito tutt’altro che banale: riportare in auge la saga di Jordan Mechner, questa volta nel mondo 3D. Il risultato fu clamoroso: critica e pubblico lo accolsero in modo spettacolare e “Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo divenne fra i best seller dell’epoca grazie a un sistema di combattimento innovativo e alla meccanica di riavvolgimento del tempo”.