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Router poco sicuri: nuove denunce contro TP-Link

admin
Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2026 2:15
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Blocco importazioni e denunce coordinate contro TP-Link

La Federal Communications Commission ha disposto il blocco dell’importazione di tutti i router prodotti completamente o parzialmente al di fuori degli Stati Uniti. La misura colpisce l’intera filiera di dispositivi realizzati in Cina, dove viene fabbricata la quasi totalità dei modelli presenti sul mercato. Nonostante il divieto generale, sono state concesse esenzioni a produttori selezionati, tra cui Netgear, ASUS e SpaceX. Il provvedimento riguarda anche TP-Link, che non può immettere nuovi router Wi-Fi 8 negli Stati Uniti, anche dopo l’apertura di una sede in California nel 2024.

Contents
Blocco importazioni e denunce coordinate contro TP-LinkContestazioni sulla produzione Vietnam e indipendenza aziendalePosizione ufficiale e prospettive giudiziarie

A questa situazione regolatoria si aggiunge un fronte legale multistato. Sono state presentate denunce dai procuratori generali di Florida, Montana, Iowa e Nebraska. L’accusa è identica a quella già avanzata dal Texas: l’azienda avrebbe mentito ai consumatori sulla sicurezza dei suoi router e sui legami con il Partito Comunista Cinese. TP-Link ha dichiarato che tali affermazioni sono false.

I procuratori generali dei quattro Stati affermano che TP-Link ha ingannato i consumatori sulla sicurezza dei dispositivi. Secondo l’atto, “I cybercriminali finanziati dal governo cinese possono accedere ai router e consegnare i dati degli utenti statunitensi al Partito Comunista Cinese”. La tesi sostenuta è che l’affermazione di TP-Link di aver tagliato i legami con la Cina e di produrre in Vietnam è finzione, dato che la ricerca e la produzione rimangono radicate in Cina.

Contestazioni sulla produzione Vietnam e indipendenza aziendale

TP-Link Systems, con sede a Irvine, California, replica fornendo documentazione alle autorità di regolamentazione statali. L’azienda sostiene che i dispositivi venduti negli Stati Uniti sono prodotti in Vietnam e che TP-Link Systems è un’azienda statunitense indipendente, non di proprietà né sotto controllo di alcun governo straniero.

La società precisa che l’assemblaggio finale in Vietnam di componenti provenienti dalla Cina non sana le dichiarazioni ingannevoli e le omissioni sostanziali dell’azienda in merito alla sua dipendenza dalla Cina e ai suoi legami con il Paese, secondo la ricostruzione dei procuratori. La controparte aziendale insiste sulla tracciabilità della produzione e sulla separazione gestionale rispetto alla casa madre.

“TP-Link Systems ha sottolineato di aver fornito alle autorità di regolamentazione statali una documentazione chiara e verificabile che dimostra due fatti fondamentali: i dispositivi venduti negli Stati Uniti sono prodotti in Vietnam e TP-Link Systems è un’azienda statunitense indipendente, non di pr”. La dichiarazione è accompagnata da una smentita netta delle accuse di rischio per la sicurezza.

“Qualsiasi affermazione secondo cui i nostri prodotti rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza degli utenti o consentirebbero l’accesso non autorizzato alla rete da parte di governi stranieri è priva di fondamento”. TP-Link Systems afferma di operare nel pieno rispetto delle leggi USA in materia di privacy e protezione dei dati, di sottoporre i prodotti a test di sicurezza e di avvalersi di laboratori esterni.

Posizione ufficiale e prospettive giudiziarie

La linea difensiva di TP-Link Systems mette in evidenza pratiche di monitoraggio e prevenzione delle vulnerabilità, oltre al supporto attivo ai clienti per la risoluzione dei problemi. L’azienda dichiara di non condividere, né condividere mai, i dati di rete dei clienti con governi stranieri o terze parti non autorizzate.

Il ban della FCC interessa TP-Link nonostante la sede aperta in California nel 2024, impedendo la commercializzazione dei nuovi router Wi-Fi 8. Le esenzioni concesse a Netgear, ASUS e SpaceX evidenziano un trattamento differenziato tra produttori, mentre TP-Link resta esclusa dal canale di importazione regolare.

Le denunce presentate dai procuratori generali di Florida, Montana, Iowa e Nebraska si inseriscono in un quadro di crescente attenzione sulla catena di approvvigionamento dei dispositivi di rete. TP-Link ha dichiarato che tali affermazioni sono false e che le accuse infondate verranno confutate in tribunale.

TAGGED:denunceFCCRoutersicurezzaTP‑Link
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