Circola online un nuovo rumor su PlayStation 6, e ancora una volta le notizie non portano nulla di buono per i giocatori. Le previsioni sul prezzo di vendita continuano a salire, mentre l’emergenza legata ai componenti — innescata dalla corsa alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale — non mostra segni di rallentamento.
Un rincaro dopo l’altro
Sony porta avanti lo sviluppo della sua console di nuova generazione nel massimo riserbo, come è tipico per progetti del genere. A tenere aggiornata la community su scelte hardware e costi dei componenti ci pensa KeplerL2, insider esperto di hardware con una visuale privilegiata sulle mosse del colosso giapponese.
A marzo, con la crisi ormai in pieno svolgimento, KeplerL2 dichiarava: “A marzo il costo dei componenti per l’assemblaggio di PS6 ammontava a circa 760 dollari”, ipotizzando un possibile prezzo di lancio a 699,99 dollari. Un’eventualità che avrebbe comportato una perdita per Sony, ma la storia dei videogiochi è ricca di console vendute in perdita, almeno nella fase iniziale. Le speranze sono durate pochi mesi: a luglio 2026 l’insider è tornato su NeoGAF per correggere la stima verso l’alto, spiegando che “A luglio 2026 costruire una PS6 costava a Sony 960 dollari”. Con l’aggravarsi della crisi delle memorie, a quel punto si poteva solo augurarsi un prezzo al dettaglio almeno al di sotto dei 1.000 dollari.
Le memorie di PS6 costano più di un’intera PS5
Ad arrivare ai giorni nostri, la situazione è ulteriormente peggiorata. In un post del 16 ottobre, KeplerL2 ha evidenziato che “Il costo delle sole memorie di PS6 (RAM e SSD) ammonta a 680 dollari”. Va letto due volte per crederci: due singoli componenti vengono a costare a Sony più di quanto valga un’intera PS5 al dettaglio, senza nemmeno considerare i prezzi di inizio generazione, quelli delle console della generazione precedente e di quella ancora prima (per chi voglia commuoversi, si può sempre scoprire quanto si pagava una PS2 con GTA San Andreas agli albori del nuovo millennio).
Per il portafoglio dei videogiocatori si tratta di uno scenario da incubo: con spese di assemblaggio così elevate, allo stato attuale sarebbe praticamente impensabile per Sony proporre una PS6 sotto i 1.000 euro. A ciò si aggiunga che la crisi delle memorie è ben lontana dall’essere risolta: recenti stime indicano che perdurerà ben oltre il 2027, il che significa che per Sony — così come per gli altri produttori di console, Microsoft inclusa — le prospettive potrebbero farsi ancora più cupe in futuro.
Il rischio di un rinvio della decima generazione
Immettere sul mercato una console a più di 1.000 euro, per giunta nel bel mezzo di una crisi economica globale che va oltre il solo settore videoludico, potrebbe rivelarsi una mossa molto controproducente. Il rischio concreto, dunque, è che l’avvio della decima generazione di console venga rimandato di parecchio. Sony, va ricordato, non ha finora rilasciato informazioni ufficiali su prezzo e componenti di PS6.