Otter.ai, lo strumento di trascrizione e annotazione per riunioni, ha annunciato martedì di aver raccolto 320 milioni di dollari dal Customer Value Fund (CVF) di General Catalyst. Il meccanismo del CVF è particolare: mette capitale a disposizione delle startup senza diluire l’equity dei fondatori e recupera l’investimento in base ai risultati generati dalla spesa marketing.
Secondo l’azienda, il capitale servirà a sostenere la crescita enterprise, la strategia go-to-market, l’espansione internazionale e l’innovazione di prodotto. Una iniezione di risorse significativa per una società attiva da quasi un decennio che, stando ai dati PitchBook, aveva raccolto finora 50 milioni di dollari in totale, con l’ultimo round chiuso nel 2021.
Sul piano dei risultati, l’anno scorso Otter ha superato la soglia dei 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali (ARR), un traguardo che l’azienda dice di stare per superare di nuovo, senza però fornire cifre aggiornate. Gli utenti che hanno utilizzato il prodotto finora sono 40 milioni, contro i 25 milioni dell’anno scorso. Restano però fuori dal quadro i dati su utenti attivi mensili e churn, un’omissione rilevante in un mercato affollato dove la sfida vera è far restare i clienti.
«La voce è una delle più grandi opportunità inesplorate nell’AI enterprise, e Otter ne è all’avanguardia – una convinzione che si è rafforzata osservando la crescita di Otter», ha dichiarato Pranav Singhvi, Partner e Co-fondatore del CVF di General Catalyst. Secondo Singhvi, quando Otter consente alle imprese di catturare dati vocali critici e trasformarli in insight aziendali azionabili, i team lavorano più velocemente, le decisioni diventano più nette e la produttività cresce in tutta l’organizzazione: per questo è un partner solido per il CVF.
Un mercato affollato
La concorrenza è agguerrita: tra i notetaker ben finanziati spiccano Fireflies.ai, Granola e Read AI; tra i nuovi entranti ci sono Calendly, Wispr e Superhuman, che ha acquisito Fathom; e completano il quadro altri attori come Circleback, Talat e Quill. La maggior parte di questi strumenti punta a collegarsi ai sistemi aziendali e ad automatizzare i flussi di lavoro a partire dai dati raccolti durante le riunioni. Otter sta percorrendo la stessa strada: negli ultimi anni ha lanciato un assistente per le riunioni, una ricerca che funziona across app e integrazioni con altri strumenti AI.
Le riunioni come nuovo fronte
Il nuovo CMO Alex Gay, arrivato da Superhuman, ha spiegato in un colloquio al convegno HumanX del mese scorso che l’azienda individua una grande opportunità nel trasformare le trascrizioni in una roadmap azionabile per chi vive in riunioni back-to-back.
«Quando abbiamo iniziato a ragionare su quale sia il vero problema che le persone affrontano oggi, abbiamo visto questo grande punto dolente nei ruoli a forte densità di riunioni, dove le persone sono in conversazioni una dietro l’altra. Queste riunioni sono il lavoro per loro. Sono conversazioni con i clienti o, dal punto di vista delle vendite, è lì che si discutono le strategie. Ma le riunioni sono terribilmente inefficienti perché quando entri in una riunioni passi i primi venti minuti a riepilogare q», ha affermato Gay.
Otter sta ora sperimentando la fornitura di insight prima, durante e dopo le riunioni. L’azienda ha in test un sistema che invia agli utenti un pre-brief con dettagli e informazioni di contesto, attingendo alle conversazioni precedenti su diverse superfici. In parallelo prova una funzione Live Assist che permette di interrogare l’assistente AI durante la riunione per ottenere conoscenze in tempo reale.