OpenAI ha deciso di ridurre la dipendenza da un unico provider di servizi cloud, seguendo l’esempio di Anthropic. Dopo l’accordo con Amazon Web Services a fine aprile, l’azienda californiana ha annunciato che i suoi ultimi modelli AI saranno disponibili anche su Google Cloud, mantenendo Microsoft come partner cloud principale ma senza l’esclusiva.
Il Google Cloud è il terzo player di mercato in termini di quota di mercato, dopo Amazon Web Services e Microsoft Azure, e si distingue per l’equilibrio tra prestazioni, sicurezza e prezzo. Grazie a questa collaborazione, i clienti di Mountain View potranno accedere ai modelli GPT‑6 Astra, GPT‑6.1 Sol e GPT‑6 Luna direttamente dal Model Garden di Google Cloud, insieme a Gemini, Claude e oltre 200 modelli, inclusi quelli open‑weight.
La piattaforma consente di scegliere il modello più adatto a ciascun caso d’uso in base a prestazioni, latenza e costi, senza vincoli architetturali o contratti separati con i fornitori. I modelli di OpenAI sono offerti tramite Google Cloud Marketplace, con l’utilizzo consolidato in un’unica fattura.
Inizialmente, GPT‑6 Astra, GPT‑6.1 Sol e GPT‑6 Luna sono disponibili in anteprima privata per alcuni clienti. L’accesso avviene tramite API e collegando i flussi di lavoro locali, basati su Codex CLI e desktop, direttamente alla piattaforma Gemini per l’inferenza. In seguito, i modelli saranno disponibili anche in Google Antigravity e Gemini Agent.
Il nuovo accordo potrebbe influenzare positivamente la futura quotazione in borsa di OpenAI. Secondo CNBC, l’azienda ha quasi chiuso un round di finanziamenti da 30 miliardi di dollari, con investimenti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e da Coatue. L’obiettivo di OpenAI è raggiungere una valutazione di 1 400 miliardi di dollari, ma non dovrebbe superare i 1 250 miliardi di dollari, secondo il Financial Times.