Namirial utilizza un pixel di tracciamento invisibile per misurare l’efficacia delle proprie comunicazioni via email. Il pixel, una piccola immagine, invia un segnale al server quando l’utente apre il messaggio o clicca sui link, permettendo all’azienda di raccogliere informazioni sul comportamento del destinatario.
Il pixel raccoglie i seguenti dati: data e ora di apertura, risposta e inoltro, il tipo di dispositivo e browser o programma di posta, oltre all’indirizzo IP che consente di individuare l’area geografica approssimativa. Tali informazioni vengono archiviate, analizzate e utilizzate per ottimizzare contenuti, pertinenza e frequenza delle email.
All’interno del messaggio è presente un pulsante che consente di gestire le preferenze di comunicazione. Cliccando, l’utente accede a una pagina dove può deselezionare argomenti specifici o tutti i temi di cui ricevere aggiornamenti. È importante notare che disattivare il solo tracciamento non interrompe l’invio delle email, ma l’utente può scegliere di non ricevere più alcuna comunicazione. Inoltre, è possibile richiedere la cancellazione di tutti i dati archiviati.
Namirial non è l’unica azienda a impiegare questa tecnologia. Molte imprese, tra cui Fastweb e Libero, utilizzano i pixel di tracciamento nelle loro comunicazioni. La decisione di adottare questi strumenti è stata rafforzata dal Garante Privacy all’inizio di aprile, con un termine ultimo stabilito per il 29 ottobre per conformarsi alle normative sulle comunicazioni tracciabili.