L’assistente AI di Meta, Muse, è entrato nel club ristretto delle app che hanno superato 10 milioni di download statunitensi nei primi 40 giorni dal lancio. I dati forniti dal provider di market intelligence Sensor Tower mostrano che, dal debutto di settembre, l’applicazione ha accumulato 10,9 milioni di installazioni complessive, di cui 10,2 milioni negli Stati Uniti.
La Senior Insights Analyst di Sensor Tower, Kara Lee, ha spiegato che “Solo altre 11 app hanno finora raggiunto questo tipo di traguardo post-lancio, e l’ultima è stata Threads di Meta nel luglio 2023”. Le app che in passato hanno raggiunto simili dimensioni, ha osservato Lee, erano per lo più giochi mobile.
Il ruolo della famiglia di app e della pubblicità
Il risultato di Meta è legato alla capacità dell’azienda di far crescere le nuove applicazioni promuovendole attraverso i propri altri servizi, una strategia adottata sia con Threads sia con Muse. Threads era stata costruita sopra il grafo sociale di Instagram, e i suoi contenuti sono stati integrati sia in Facebook sia in Instagram. Nel caso di Muse, però, il vantaggio non deriva soltanto dalla promozione dell’agente AI all’interno della famiglia di app di Meta, che oggi conta 3,6 miliardi di utenti attivi giornalieri: l’azienda sta anche investendo massicciamente in pubblicità per portare nuovi utenti all’app.
Secondo i dati di Sensor Tower, in ottobre Meta ha destinato il 39% della propria spesa pubblicitaria totale al marketing di Muse, in crescita rispetto al 23% di settembre. Inoltre, questo mese Muse è diventata il 21° marchio negli Stati Uniti per impression pubblicitarie, salendo dal 73° posto occupato a settembre.
Retention superiore ai rivali AI
Promuovere un’app e trattenere gli utenti dopo l’effetto novità, però, sono due cose diverse. In questo caso Muse sta registrando tassi di fidelizzazione migliori rispetto ai concorrenti. “Secondo Sensor Tower, Muse mostra tassi di retention migliori rispetto ai concorrenti AI come ChatGPT, Claude e Grok”.
Nel mercato statunitense, l’app ha mantenuto il 30% degli utenti a 7 giorni e il 23% a 14 giorni dall’installazione. I rivali, invece, si fermano a una media del 19% a 7 giorni e del 16% a 14 giorni, sempre secondo i dati della società.
Muse ha inoltre toccato un altro traguardo che testimonia un coinvolgimento attivo: i suoi utenti attivi giornalieri hanno superato per la prima volta i 2,5 milioni il 16 ottobre, con una crescita del 15% su base settimanale.
Il confronto con ChatGPT, Grok e Claude
L’ultima app AI di Meta, capace di svolgere diverse attività per conto degli utenti, ha riscosso un successo esplosivo fin dal lancio. È balzata al 1° posto sull’App Store e, in certa fase, ha persino superato alcune metriche registrate da ChatGPT dopo il suo debutto. L’ultimo traguardo la vede di nuovo in testa ai rivali: ChatGPT aveva raccolto 3,7 milioni di download statunitensi nei primi 40 giorni di mercato, mentre Grok e Claude si erano fermati rispettivamente a 500.000 e 200.000 installazioni negli Stati Uniti nello stesso arco di tempo.
A livello globale ChatGPT resta davanti a Muse, avendo raggiunto circa 15 milioni di download globali nei primi 40 giorni. Il confronto, però, non è equo, perché ChatGPT ha beneficiato di una copertura più ampia: Muse per ora è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada, mentre l’app di ChatGPT ha attratto l’attenzione anche di mercati come Giappone, Brasile e Germania. Il Giappone, ad esempio, ha rappresentato il 25% delle installazioni globali di ChatGPT nei suoi primi 40 giorni.
Il dominio sulle classifiche
Dal lancio, Muse ha conservato il 1° posto sull’App Store statunitense tutti i giorni, con una sola eccezione: il 19 ottobre, quando l’app di streaming Kick l’ha superata brevemente. L’app di Meta ha però riconquistato la vetta il martedì successivo. Negli ultimi 30 giorni Muse è stata prima anche su Google Play.