Il fine settimana ha portato il rilascio ufficiale di Linux 7.3, pubblicato da Linus Torvalds. Subito dopo l’uscita della nuova versione del kernel, si è aperta la finestra di merge destinata a raccogliere le novità della futura 7.4. Il calendario del progetto, però, riserva qualche movimento imprevisto, legato anche agli impegni personali dello stesso Torvalds.
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La disponibilità immediata del kernel stabile non significa che tutti gli utenti lo riceveranno subito. Ogni versione stabile fa il solito percorso: i manutentori delle distribuzioni la collaudano a fondo, la verificano sotto ogni aspetto e solo dopo, se rientra nei loro piani, la distribuiscono agli utenti finali. Non si tratta di un processo di poche ore: nella maggior parte dei casi servono settimane.
Chi riceverà il kernel per primo
Le distribuzioni che puntano da subito sul kernel appena uscito sono Arch Linux con le sue derivate, insieme a Fedora. Anche per loro, però, il collaudo richiederà verosimilmente qualche settimana prima che l’aggiornamento raggiunga gli utenti. Le cose cambiano per le distribuzioni più caute: Ubuntu, Linux Mint e Debian procedono con tempi più distesi, e la data d’arrivo dipende dalla versione specifica che ciascuno utilizza.
Il caso di Debian è il più radicale. Questa distribuzione includerà il kernel 7.3 soltanto con una nuova release, che arriverà tra parecchi anni: a quel punto, quasi certamente, quella versione sarà già stata scavalcata da altre. Non si tratta però di un abbandono totale: le correzioni di sicurezza sviluppate nella 7.3 verranno riportate indietro, tramite backport, sul kernel attualmente in uso da Debian.
La nota di Torvalds e l’effetto sul calendario
A caratterizzare questo ciclo c’è anche l’annuncio di Torvalds. Il lunedì mattina è di norma il momento dedicato alla fusione delle pull request nel kernel, ma stavolta le cose andranno diversamente: “Torvalds sarà su una barca e anche sott’acqua il lunedì mattina, ma nel pomeriggio tornerà a fare il suo lavoro di merge, con un orario un po’ insolito per un po’”. Gestire uno dei progetti software più rilevanti al mondo stando in pausa tra un’immersione e l’altra ha un fascino quasi cinematografico.
La conseguenza concreta riguarda i tempi. “La finestra di merge potrebbe allungarsi di una settimana, così Torvalds avrà il tempo di recuperare quello che si accumula mentre lui è via”. Se questo accadesse, la versione stabile di Linux 7.4 slitterebbe di sette giorni rispetto al previsto.
Lo slittamento potrebbe anche essere maggiore. Non è escluso che si verifichino ritardi anche nella fase delle release candidate: in quel caso l’attesa aggiuntiva salirebbe a due settimane. Non si tratterebbe di una tragedia, ma chi è in attesa di un driver o di una funzionalità specifica farebbe bene a non fissare date certe sul calendario.
Nessuna eccezione per le pull request
Per gli sviluppatori la regola non cambia e Torvalds non concede sconti: le pull request che arrivano al di fuori della finestra iniziale di due settimane non vengono accettate e devono essere riproposte nel ciclo successivo. Chi ha del codice pronto a mergiare ha a disposizione questa settimana e la prossima, non un giorno in più.
Chi volesse provare da subito la versione 7.3 può già trovarla pubblicata. Per la maggior parte degli utenti, però, la scelta più sensata resta attendere l’aggiornamento tramite il gestore di pacchetti, che arriva già testato e confezionato per la propria distribuzione.