Il retrogaming ha imboccato una strada inaspettata: quella del browser. Da GTA a Call of Duty, da PES fino a Halo, una selezione di classici delle generazioni passate è ormai accessibile e pienamente giocabile direttamente dal web, senza scaricare alcunché sul proprio computer.
Niente emulatori da configurare, niente file .exe recuperati da chissà quali siti equivoci: basta aprire una pagina web. A spingere questa tendenza è, ancora una volta, l’intelligenza artificiale. Il fenomeno ha conosciuto una vera esplosione nelle ultime due settimane, e la ragione va ricercata in Claude Opus 5.5: “L’aggiornamento di Claude Opus 5.5 è in grado di decompilare e compilare il codice sorgente di un gioco in tempi assurdi”. I porting web di titoli come Call of Duty Modern Warfare, così come le mod di Super Mario 64 e GTA Vice City, sono interamente frutto dell’IA di Claude. Concretamente, chiunque può aprire PES 6 dal browser senza alcuna installazione, e lo stesso vale per Halo Combat Evolved, raggiungibile da qualsiasi computer o dispositivo portatile.
Versioni che girano sorprendentemente bene
La nota più singolare è la qualità di queste edizioni web: “Standendo ai video circolati sul web, questi giochi per browser funzionano divinamente, dando l’impressione di versioni native”, come quelle destinate alle console della generazione precedente. Uno spettacolo che difficilmente lascerà felici gli sviluppatori originali. Dal punto di vista pratico, si tratta di versioni non autorizzate di opere protette da copyright: giocarci online dal proprio browser equivale, di fatto, a commettere pirateria.
Il motivo di queste prestazioni così solide è semplice: nella maggior parte dei casi si parla di IP nati su PlayStation 2 o PlayStation 3, macchine nettamente meno potenti rispetto a un computer attuale. Per fare un esempio concreto, la PS3 montava 512 MB di RAM, una quantità irrisoria se paragonata alle risorse di un qualsiasi PC moderno, visto che persino un browser richiede molta più memoria per funzionare.
Resta da capire come reagiranno gli sviluppatori e con quali strumenti proveranno a contenere una situazione ormai oggettivamente fuori controllo. D’altro canto, questa pratica potrebbe rivelarsi una possibile risposta al problema della preservazione dei videogiochi del passato. Staremo a vedere.