Per plasmare Vice City in un open world senza precedenti nell’intrattenimento videoludico, Rockstar Games ha investito energie enormi, spingendo la fase di ricerca ben oltre gli ambientazioni principali. L’attenzione ha riguardato anche i locali notturni che i giocatori potranno liberamente esplorare all’interno del mondo di GTA 6.
I nightclub del gioco non nascono da pura fantasia: la software house ha allestito diversi viaggi di ricerca a Miami per definire con precisione l’aspetto dei luoghi di ritrovo e della vita notturna. Parlandone in un’intervista a Bloomberg, l’artista Aaron Garbut ha spiegato che “gli sviluppatori hanno partecipato a pattugliamenti con la polizia, visitato locali alla moda e interagito con i ballerini” di queste strutture.
Quel materiale raccolto sul campo ha fornito al team un bagaglio di nozioni enorme, tradotto in ambientazioni autentiche e credibili. Ne derivano animazioni e script specifici per ogni situazione, bar capaci di servire bevande uniche e sistemi di illuminazione sincronizzati con la musica in riproduzione. Il lavoro di dettaglio consiste in “strati su strati su strati di dettagli”, per usare le parole di Garbut.
I nightclub nei videogiochi e il confronto con GTA 6
GTA 6 non è il primo titolo a ospitare un nightclub tra le proprie ambientazioni, ma nel medium videoludico questi spazi seguono di norma una formula prestabilita e piuttosto prevedibile, riducendosi a semplice scenografia. Su un altro livello si è mossa IO Interactive, che ha dimostrato quanto un locale notturno possa risultare efficace quando viene concepito in funzione del gameplay e del livello: un approccio visibile sia in 007 First Light, sia nella missione ambientata a Berlino di Hitman 3.
Vista la cura maniacale con cui è stato costruito l’intero mondo di GTA 6, è lecito aspettarsi che Rockstar Games innalzi ulteriormente lo standard qualitativo del settore.