La strategia della nuova CEO di Xbox, Asha Sharma, prosegue lungo il filone dei riassetti profondi e delle svolte di rotta per il comparto gaming di Microsoft. Dopo licenziamenti che hanno riguardato migliaia di dipendenti, una riorganizzazione degli studi interni e il ritorno dell’esclusività console su titoli di rilievo come Gears of War: E-Day, la dirigenza starebbe ora esaminando una mossa ulteriore di chiusura attorno alle proprie proprietà intellettuali.
Secondo un’inchiesta di Windows Central, l’azienda starebbe esplorando la possibilità di riservare all’ecosistema Microsoft franchise di grande peso come Fallout, The Elder Scrolls e perfino Minecraft. “Microsoft sta valutando di rendere esclusivi Xbox franchise come Fallout, The Elder Scrolls e Minecraft”.
Il questionario agli Insider e lo scenario senza PlayStation e Nintendo
L’iniziativa prende forma da un questionario ufficiale inviato a un gruppo selezionato di iscritti al programma Xbox Insider. Nel documento, Microsoft domanda in modo diretto come reagirebbero i giocatori se le prossime uscite di queste saghe scomparissero dalle piattaforme concorrenti firmate PlayStation o Nintendo.
Una delle schermate trapelate propone ai partecipanti una situazione ipotetica dettagliata: “Immaginate che venga annunciato che tutti i futuri capitoli del franchise Fallout saranno esclusive console per Xbox e non più disponibili su PlayStation o Nintendo. I capitoli di Fallout già esistenti rimarrebbero disponibili dove si trovano oggi. Nulla cambierebbe su PC con questo annuncio.”
Agli utenti viene poi domandato dove preferirebbero accedere a questi contenuti riservati, con diverse opzioni di risposta: su una console Xbox già in proprio possesso; acquistando una nuova Xbox Series X|S; rinunciando al titolo perché non più disponibile sulla propria console abituale; altro, con richiesta di specificare; oppure nessun interesse verso questi contenuti.
Minecraft, l’eccezione Call of Duty e il futuro di Bethesda
Un secondo quesito va ancora oltre, prospettando una situazione in cui “tutte le future uscite di ogni franchise sviluppato da Xbox, a eccezione di Call of Duty, diventino esclusive console per Xbox”. Nello scenario rientrerebbe anche Minecraft, fenomeno globale storicamente distribuito su qualsiasi ecosistema esistente: dalle console rivali come Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4 e PlayStation 5, fino ai sistemi operativi mobile e desktop come Android, iOS, Linux e Mac.
L’unico franchise escluso in partenza è Call of Duty: la serie sparatutto resterebbe multipiattaforma grazie a intese legali vincolanti di 10 anni firmate nel 2023 con Sony, Nintendo e Nvidia, concessione che ha agevolato il via libera antitrust all’acquisizione di Activision Blizzard per 68 miliardi di dollari. Quei patti, però, tutelano lo status multipiattaforma solo per Call of Duty, non per il resto del catalogo dell’editore.
Si tratta per ora di rilevazioni esplorative, che potrebbero non sfociare in decisioni definitive. Una simile svolta, tuttavia, rappresenterebbe una rottura epocale con la politica tradizionalmente aperta di Bethesda Softworks, nota per aver portato pietre miliari come The Elder Scrolls V: Skyrim su qualunque piattaforma disponibile, e avrebbe conseguenze enormi sul potenziale commerciale di titoli di punta annunciati come The Elder Scrolls 6 e Fallout 5.
Sul fronte delle iniziative Microsoft, Xbox Labs punta a portare i giochi, compresi quelli del passato, direttamente nei browser.