Il capitolo più atteso dell’anno è GTA 6: milioni di giocatori non vedono l’ora di tornare a percorrere le strade di Vice City, stavolta impersonando Jason e Lucia. C’è però un nome di spicco che resterà fuori da questo ritorno: Dan Houser, co-fondatore di Rockstar Games.
Houser è stato per anni creative director della serie di Grand Theft Auto, ma oggi non fa più parte di Rockstar: dopo l’addio ha dato vita a Absurd Ventures, la società con cui sta portando avanti i suoi due prossimi progetti videoludici. Proprio in una recente intervista rilasciata a Variety ha raccontato di non dedicarsi spesso ai titoli open world, e il nuovo capitolo di GTA non farà eccezione.
La motivazione è di natura creativa: Houser dichiara di non voler giocare a GTA 6 per non farsi influenzare mentre lavora ai suoi due prossimi progetti presso Absurd Ventures. “Dato che passo gran parte del mio tempo a cercare di realizzare giochi open-world, e il resto del tempo in cui sono sveglio a cercare modi innovativi per promuoverli, non ho bisogno di vedere cosa stanno facendo gli altri. Cerco sempre di pensare a nuovi modi di procedere, invece di stare lì a fare confronti su cosa avrei fatto diversamente. Fortunatamente, in nessuna delle aziende per cui ho lavorato è mai stato compito mio tenere d’occhio ciò che facevano gli altri”, spiega l’ex creative director.
Un metodo che Houser applica da tempo
Questa filosofia non nasce adesso: Houser: durante il lavoro su Red Dead Redemption 2 non ha più guardato film western dopo l’inizio del progetto. Lo stesso vale per la televisione: Houser: non ha mai visto I Soprano finché non ha lasciato Rockstar, perché la serie avrebbe stravolto ciò che stava facendo con GTA. “Cerco di pensare a nuovi approcci. Per esempio, quando lavoravamo a Red Dead Redemption 2, una volta iniziato il progetto non ho più guardato film western. Non ho mai visto I Soprano finché non ho lasciato Rockstar. E ne sono grato: è una serie talmente bella che, se l’avessi guardata all’epoca, avrebbe stravolto tutto ciò che stavo facendo con GTA. Quindi cerco davvero di evitare cose che penso possano influenzarmi eccessivamente”, aggiunge.
Anche gli open world altrui finiscono così nel mirino della sua strategia: Houser: ‘Quando ci gioco, mi capita quasi di decostruire in tempo reale i punti di forza e di debolezza del team di sviluppo, e questo finisce per distrarmi’. “Penso sempre: ‘Beh, il loro team di animazione è debole, ma trovo che il game design sia fantastico’. Non sono un game designer, sono una sorta di direttore creativo, quindi cerco sempre di trovare novità mai viste prima, o cose che – francamente – posso prendere in prestito da altri media, o che semplicemente mi hanno ispirato o a cui ho sempre pensato”, conclude.
La mappa di GTA 6 sarà enorme
Per chi invece aspetta il nuovo gioco di Rockstar arrivano intanto informazioni inedite: la mappa di GTA 6 sarà tanto grande da non poter essere esplorata solo tramite la campagna, che quindi non basterà da sola a coprire tutti gli angoli del mondo di gioco.