Un futuro in cui ogni casa ospiterà un proprio elettrodomestico AI è più vicino di quanto si pensi, almeno secondo Andrew Feldman, CEO e cofondatore di Cerebras Systems, produttore di chip per intelligenza artificiale. Interpellato sul palco di TechCrunch Disrupt 2026 martedì 2026-10-13 su cosa dovrebbe accadere perché l’AI si trasformi in un apparecchio domestico, la sua risposta è stata netta: “Actually, I don’t think that’s very far away” — in realtà non crede che manchi molto.
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Come segnali di questa traiettoria, Feldman indica i progressi degli agenti AI rivolti ai consumatori, citando Muse e Instinct di Meta, quest’ultima una startup ora valutata 10 miliardi di dollari: esempi concreti di come l’intelligenza artificiale stia trovando piede tra gli utenti comuni.
Come saranno gli assistenti AI in casa
Per quanto riguarda l’AI domestica, Feldman prevede assistenti personali che girano localmente. “Just like your cell phone, they’ll do some work on device and some work going back to the cloud”, ha spiegato: come i cellulari, svolgeranno una parte del lavoro direttamente sul dispositivo e una parte nel cloud.
Ma la previsione va oltre l’architettura tecnica. Questi assistenti, secondo il CEO, “si conosceranno molto bene” con gli utenti, saranno circondati da un perimetro di sicurezza, avranno accesso alle carte di credito e saranno in grado di acquistare per conto dell’utente. Feldman è convinto che “avranno un impatto significativo nel rendere le nostre vite migliori”.
Il produttore di chip che usa già gli agenti
Per un’azienda che produce chip AI, la visione di un elettrodomestico AI domestico — o comunque di un’adozione diffusa della tecnologia agentica tra i consumatori — è naturalmente allettante. Feldman però non si limita a costruire l’infrastruttura hardware: è egli stesso un utente di AI personale. Oggi utilizza “una collezione di agenti” per esaminare il calendario, recuperare informazioni sulle persone con cui avrà una chiamata e altro ancora.
L’AI, osserva, sta già facendo molte delle attività che un tempo si svolgevano a mano; ciò che entusiasma di più Feldman sono però le nuove possibilità, cioè le cose prima impossibili. Lascia però ad altri fondatori il compito di capire quali saranno.
“Una delle ragioni per cui amo stare nell’infrastruttura è che non mi serve l’idea rivolta al consumatore”, ha dichiarato: “I like building the platforms that other people’s ideas take flight on” — preferisce costruire le piattaforme su cui le idee di altri prendono volo.