Un videogioco PS2 appena uscito nel 2000 aveva un prezzo indicativo di 119.000-129.000 lire. Convertendo l’importo al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro, la spesa iniziale equivale a circa 61,46-66,62 euro. Il passaggio all’euro, quindi, non consente da solo un confronto completo con i prezzi attuali: occorre considerare anche il valore acquisito nel tempo dalla moneta.
Il riferimento a un titolo Tripla A come Prince of Persia, collocato pochi anni dopo l’introduzione dell’euro, aiuta a inquadrare quei costi. Il gioco si vendeva intorno ai 60 euro, una cifra inferiore a quella di molti titoli odierni, ma con un potere d’acquisto superiore. Per ricostruire il valore attuale dei prezzi di lancio, la stima per settembre 2026 applica l’indice ISTAT FOI al netto dei tabacchi: il coefficiente passa da 1,592 per il rapporto fra la media del 2000 e quella del 2025, con un ulteriore moltiplicatore di 1,043 per il mese di settembre 2026. Il risultato colloca l’equivalente dei prezzi iniziali a circa 102-111 euro.
Un confronto con i titoli successivi all’uscita della console rende più concreta la differenza. Gran Turismo 4 arrivato nei negozi italiani il 9 marzo 2005 a 59,99 euro, applicando lo stesso metodo ma partendo dalla media del 2005, equivale a circa 89 euro di settembre 2026. Sul mercato attuale, SAROS, uscito su PS5 nel 2026 a 79,99 euro, ha quindi un prezzo nominale superiore ai 59,99 euro di Gran Turismo 4, ma inferiore al suo valore aggiornato in base all’inflazione.
Il risultato è che i giochi oggi costano nominalmente di più, mentre il loro prezzo reale risulta inferiore rispetto al passato. A questo aumento del costo della vita, però, non ha fatto seguito un incremento degli stipendi: 60 euro di oggi pesano forse più dei 60 euro degli anni 2000.