I ricercatori di Parameter Labs hanno individuato una vulnerabilità di ChatGPT che permetteva di eseguire codice JavaScript nella sessione attiva, leggere le chat private e compiere azioni attraverso l’account della vittima. Il problema si manifestava all’apertura della pagina web raggiunta tramite un link condiviso.
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La criticità riguardava il modo in cui il chatbot gestiva i contenuti visualizzati al suo interno. OpenAI ha confermato la vulnerabilità e provveduto ad aggiornare il frontend web del chatbot a fine ottobre 2026. Gli specialisti coinvolti nella scoperta hanno inoltre ricevuto un premio di 5.000 dollari.
Il passaggio tra anteprima e pagina principale
ChatGPT può visualizzare un’anteprima di una pagina web ricavata da un blocco di codice HTML. Poiché una pagina può contenere qualunque tipo di codice, il sistema lo carica dentro un frame ospitato su un indirizzo web separato. Questa architettura, basata sull’isolamento tramite sandbox, dovrebbe impedire che il contenuto dell’anteprima acceda alla pagina principale del chatbot.
La chat condivisa, però, può includere anche un grafo interattivo. Quando viene caricato, il suo inserimento nella pagina principale di ChatGPT porta con sé la libreria MathLive. La libreria manteneva attivo un listener destinato ai messaggi della tastiera virtuale. Lo scambio tra due frame è ammesso soltanto quando il destinatario controlla l’identità del mittente.
Il listener che bypassava la sandbox
Secondo i ricercatori di Parameter Labs, il listener accettava messaggi contenenti codice HTML da un mittente non verificato. L’anteprima poteva così inoltrare il codice HTML alla pagina principale, eludendo la restrizione prevista dalla sandbox.
Una vittima che apriva il link condiviso senza sospettare nulla si trovava quindi con il codice JavaScript della pagina eseguito nel proprio contesto. Il risultato consentiva l’accesso alle conversazioni private e l’esecuzione di azioni tramite l’account ChatGPT della persona ingannata.