Quasi 200 milliardi di dollari di progetti di data center sono stati ritardati, bloccati o sospesi nel primo semestre del 2026, secondo un rapporto di Data Center Watch. Tale cifra evidenzia l’impatto delle opposizioni politiche e comunitarie sul settore.
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Stati come Pennsylvania, Georgia, Texas, New York e Virginia stanno valutando regole più stringenti e maggiore trasparenza per lo sviluppo rapido dei data center. In Virginia, per esempio, sono in programma centinaia di nuovi centri, confermando il suo soprannome di “data center capital of the world”.
Il dibattito a Brooklyn
Il 31 ottobre 2026, una conferenza a Brooklyn ha visto la partecipazione di figure di spicco del settore e della politica. La sede, un magazzino illuminato di blu, ha ospitato Talk Moderated da Jack Brewster, fondatore di Newsreel. Il tema principale, sebbene il focus fosse sulle elezioni di medio termine, è stato rapidamente spostato su AI e data center.
Il panel ha riunito Maia Woluchem, esperta in tecnologia e diritti umani, e Hilary Flint, attivista ambientale e per la salute pubblica. Durante l’intervento, il pubblico ha espresso forte disappunto verso le potenziali pratiche di accordi segreti tra grandi aziende tecnologiche e funzionari locali per la costruzione di centri ad alto costo. L’attenzione è stata rivolta anche alle regole di zonizzazione che spesso rendono difficile contestare i progetti prima che siano troppo avanzati.
Hilary Flint ha sollevato la questione del valore della vita, affermando: “What is a life worth?” quando i benefici economici di un data center vengono confrontati con i rischi ambientali e sanitari per le comunità locali. La discussione ha evidenziato la tensione tra l’opportunità di posti di lavoro prometti, ma non permanenti, e la preoccupazione di una perdita di controllo sulle proprie aree.
Reazioni politiche e sindacati
Batya Ungar-Sargon, conduttore di NewsNation, ha menzionato il sostegno di alcuni sindacati di lavoro ai data center a causa delle promesse di occupazione. Tuttavia, i dati indicano che i posti di lavoro creati durante la costruzione non sono generalmente permanenti una volta terminato il progetto.
Morris Katz, stratega politico, ha espresso scetticismo sul fatto che i data center portino occupazione stabile, ricordando che gli stessi poteri istituzionali hanno precedentemente sottratto posti di lavoro ai lavoratori. A sua volta, Vivek Ramaswamy è stato boicottato in Ohio per aver sostenuto i data center.
Il contesto più ampio
Il panel ha inoltre toccato l’impatto di AI sulle elezioni di medio termine, con il tema che diventa un punto di discussione centrale anche in comunità rurali. Nel contesto di Brooklyn, la preoccupazione è più orientata a chi beneficia economicamente. Jack Brewster ha sottolineato che AI è ormai un tema elettorale per gli elettori comuni.
Tra le conversazioni private, la discussione ha continuato su AI e data center, con l’attenzione che si è estesa anche a questioni come i deepfakes e l’arte generata dall’IA. Alcune aziende di lusso, come Prada e Hermès, hanno scelto di promuovere opere d’arte fatte a mano per contrastare la percezione di costo basso associata all’arte IA.
Infine, la presenza di data center in comunità con forte presenza di immigrati cinesi è stata menzionata, con manifesti che mostrano draghi avvolti da un data center, tradotti in diverse lingue per sensibilizzare la popolazione.