Sei anni sono ormai passati da quando Xbox Series X|S ha fatto il suo esordio sugli scaffali: un arco di tempo segnato dalla pandemia, dalle tensioni geopolitiche e, più di recente, dall’ondata combinata di intelligenza artificiale e rincaro delle memorie. Il calendario della next gen è quindi maturo, e con esso arrivano le prime riflessioni su cosa riserverà il futuro del gaming Microsoft.
Una generazione che ha cambiato volto a Redmond
Nel corso di questo periodo l’azienda di Redmond si è trasformata in profondità. Sul piano dirigenziale è avvenuto un vero cambio della guardia: Phil Spencer ha lasciato i vertici, con Sara Bond a fare da anello di congiunzione e Asha Sharma oggi al comando. Sul piano operativo, invece, Microsoft ha chiuso operazioni da decine di miliardi di dollari, fra cui spicca l’acquisizione di Activision Blizzard conclusa per quasi 70 miliardi di dollari. Nel frattempo il Game Pass si è consolidato, offrendo ai giocatori i titoli first party al day-one.
I risultati commerciali, però, non hanno premiato questi investimenti: le vendite di Xbox Series X ed S sono state deludenti e il numero di abbonati al Game Pass è rimasto stagnante da diverso tempo. Fra licenziamenti, vertici rimescolati e politiche aziendali che si contraddicono nel giro di pochi mesi, la sensazione è che Xbox abbia bisogno di una next gen ben congegnata e capace di imporsi sul mercato fin dal primo giorno.
Il rincaro delle memorie pesa sul prezzo della console
Proprio mentre la crisi delle memorie RAM stringe in una morsa l’intero comparto tecnologico, prevedere tempi e modalità del debutto della prossima generazione diventa complicato. L’ammiraglia Microsoft risponde al nome in codice Xbox Helix e “Xbox Helix potrebbe arrivare a costare fra i 1.200 e i 1.800 dollari, secondo le ultime indiscrezioni”. Nel caso in cui Microsoft accettasse di vendere in perdita, il prezzo finale potrebbe scendere leggermente, ma i 299€ di lancio di Xbox Series S e i 499€ di Xbox Series X appartengono ormai a un altro mondo.
Il Natale del 2028 nel mirino, con Sony in ritardo
“L’obiettivo di Microsoft sembrerebbe essere arrivare pronti per il Natale del 2028”, e non manca chi ipotizza l’affiancamento di una console portatile, a lungo discussa in questi anni, a una macchina più tradizionale. Uno slittamento ulteriore non è però da escludere, visto che “Sony starebbe rimandando l’arrivo di PlayStation 6 addirittura al 2029”. La causa resta sempre la stessa, cioè la crisi delle memorie RAM. La speranza è che l’attuale ondata di prezzi folli si appiattisca e che il mercato torni a valori quantomeno accettabili: lanciare una console percepita come esageratamente costosa potrebbe infatti rivelarsi un boomerang e decretare l’ennesimo insuccesso.