Shigeru Miyamoto riceverà l’Ordine della Cultura, l’onorificenza culturale più prestigiosa del Giappone, assegnata direttamente dall’Imperatore alle personalità che hanno dato un contributo eccezionale alla cultura e alla ricerca del Paese. Per la prima volta nella storia di questo riconoscimento, a essere selezionato è uno sviluppatore di videogiochi.
L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa organizzata presso la sede di Nintendo a Kyoto. Il game designer, entrato in Nintendo nel 1977, è considerato tra i principali artefici della crescita dell’industria videoludica contemporanea: è il creatore di serie che hanno segnato generazioni intere, come Super Mario e The Legend of Zelda, e ha contribuito a trasformare il videogioco da fenomeno emergente a forma d’intrattenimento capace di influenzare cultura, media e immaginario collettivo a livello mondiale.
Il governo giapponese lo ha inserito tra gli otto destinatari dell’edizione 2026 dell’Ordine della Cultura, nella categoria dedicata alle arti mediatiche. Come da tradizione, la cerimonia di conferimento è fissata per il 3 novembre, in occasione del Giorno della Cultura giapponese.
Un premio condiviso con il team
Durante la conferenza stampa Miyamoto ha commentato la notizia con grande umiltà, raccontando di sentirsi “un po’ in imbarazzo” ma anche profondamente onorato. Secondo il creativo, il riconoscimento non rappresenta il merito di una sola persona: è piuttosto il frutto di decenni di collaborazione con centinaia di professionisti che hanno contribuito ai progetti Nintendo.
“A dire il vero, provo un certo imbarazzo, ma sono davvero onorato di essere stato scelto per un riconoscimento così prestigioso”, ha dichiarato Miyamoto. “Lo dico spesso: non realizzo i videogiochi da solo. Questo premio è il frutto del lavoro svolto insieme a molte altre persone, e lo accetto in rappresentanza dell’intero team.”
“Ultimamente, in particolare, ho avuto l’opportunità di collaborare con professionisti provenienti da ambiti che vanno oltre quello dei videogiochi, come nel caso di “Super Nintendo World” presso gli Universal Studios Japan o di vari progetti legati al mondo del cinema. Vorrei condividere la gioia di questo premio con tutti loro.”
Miyamoto ha poi ripercorso le tappe recenti della propria carriera: “Di recente ci sono state diverse tappe importanti, come il 40° anniversario di The Legend of Zelda; io stesso ho spesso ricordato che sono passati 45 anni da quando ho iniziato a creare giochi. Tuttavia, riflettendoci bene, essendo entrato in Nintendo nel 1977 e avendo iniziato subito a occuparmi dello sviluppo di videogiochi, in realtà sono trascorsi 50 anni. Cinquant’anni fa ho iniziato a lavorare in un ambito, quello dei “videogiochi”, la cui natura stessa, all’epoca, non era nemmeno chiaramente definita. Da allora, ho potuto continuare a dedicarmi a questo lavoro. Credo di ricevere questo riconoscimento proprio perché ero presente fin dagli albori del settore, e sento di aver avuto una vita davvero fortunata.”
Il lavoro non si ferma
Nonostante il prestigio dell’onorificenza, Miyamoto non considera l’Ordine della Cultura il capitolo finale della propria carriera. A 73 anni, il creatore di Mario e Zelda ha spiegato di essere ancora impegnato su diversi progetti e di avere intenzione di proseguire il proprio lavoro.
“Alla mia età non so quando potrebbe arrivare il momento in cui non sarò più in grado di lavorare. Sono preparato a questa eventualità, ma voglio anche divertirmi e dedicarmi a ciò che desidero fare adesso”.
Parole che ricordano come una delle figure più influenti della storia dei videogiochi si stia avvicinando, inevitabilmente, alle fasi finali di una carriera iniziata mezzo secolo fa, ma che esprimono anche la volontà di continuare a dare il proprio contributo ai progetti Nintendo finché ne avrà la possibilità.