Chi condivide un abbonamento Spotify Family — il piano da 20,99 euro al mese che ospita fino a sei profili — dovrà fare i conti con una nuova procedura di verifica. Il meccanismo prevede che ogni utente collegato alla sottoscrizione scansioni un codice QR mostrato sullo schermo del titolare. Dal momento in cui compare l’avviso, la scansione va completata entro 7 giorni, pena la perdita dei benefici inclusi nel piano.
La mossa della piattaforma svela uno scopo preciso: bloccare chi usufruisce del piano condiviso pur non essendo un vero familiare, risparmiando rispetto al Premium individuale da 11,99 euro al mese. Non si tratta di una novità assoluta nel settore: Netflix aveva già messo in campo controlli analoghi, pur con meccanismi differenti. I dettagli della procedura sono pubblicati sulle pagine del supporto ufficiale.
Cosa succede se la verifica fallisce
“In caso di esito negativo o di mancato rispetto del termine di 7 giorni, l’utente perde l’accesso al piano e passa alla versione gratuita”. Non è però un punto di non ritorno: l’utente può riaderire allo stesso piano Family o Duo. Il limite riguarda gli altri abbonamenti condivisi — per 12 mesi dalla data della verifica andata male non è possibile entrare in un piano Family o Duo diverso da quello di provenienza.
Come funziona la scansione
La procedura ha regole precise: la scansione va effettuata di persona e attraverso l’app mobile di Spotify, aggiornata all’ultima versione — non con la normale app fotocamera. Il QR code, inoltre, si rigenera ogni pochi secondi, così da impedire a chiunque di superare il controllo inoltrando un semplice screenshot a distanza.
La scelta di Spotify ha però un rovescio della medaglia: chi ha familiari che vivono lontani si trova di fatto escluso, perché la vicinanza geografica diventa una condizione imprescindibile per continuare a condividere l’abbonamento. Una tutela del business contro gli abusi che non tiene conto delle famiglie sparse su più città o paesi.
L’avviso, va precisato, non comparirà per tutti. La piattaforma si riserva il diritto di attivare il metodo, presumibilmente quando l’attività dei dispositivi collegati allo stesso piano presenta anomalie. “Saranno gli algoritmi interni a stabilire quando mostrare l’avviso di verifica”.