Il codec AV2, creato dalla Alliance for Open Media, è stato presentato con la versione 1.0.0 alla fine di maggio 2026. L’organo di standardizzazione ha già ricevuto l’interesse di importanti player del settore, tra cui Google, Meta, Amazon e Netflix, che hanno espresso l’intenzione di integrare la tecnologia nei propri prodotti.
Secondo le dichiarazioni del consorzio, AV2 offre una compressione incrementata del 30% rispetto al predecessore, mantenendo la stessa qualità visiva. Questo significa file più leggeri e un minor consumo di banda, vantaggi sia per l’utente che per i server dei data center.
Oltre alla riduzione di dimensioni, il nuovo codec introduce funzionalità avanzate per la generazione di contenuti di nuova generazione: video multi‑stream, comunicazioni in tempo reale, applicazioni immersive, framerate elevati e supporto per contenuti HDR.
Per YouTube, che attualmente codifica oltre il 90% del proprio catalogo in AV1, la migrazione alla versione web è prevista entro il 2027, con l’implementazione nelle app mobili successivamente. Come per ogni nuova tecnologia, la diffusione su larga scala richiederà tempo.
Un’alternativa al progetto è il codec VVC (H.266), sviluppato da ITU‑T e ISO/IEC, con un modello di licenza diverso. Sebbene sia in circolazione da alcuni anni, la sua adozione rimane limitata.