Meta ha annunciato la creazione di una nuova classe di azioni non votanti, Class C, che entrerà in vigore a gennaio. L’azione, destinata a finanziare operazioni di capitale, premi di dipendenti e acquisizioni, non altera la struttura di voto attuale che favorisce il CEO Mark Zuckerberg, che detiene circa il 60% del potere decisionale.
Secondo New York Times, la motivazione principale di questa mossa è la Proposta 40, un’imposta unica del 5% sul patrimonio di miliardari californiani. Se approvata, la tassa potrebbe generare fino a 100 miliardi di dollari in cinque anni, destinati a sanità, assistenza alimentare e istruzione.
La proposta, ideata da professori di diritto fiscale di Berkeley e sostenuta dal più grande sindacato sanitario dello Stato, mira a tassare i miliardi di asset di centinaia di imprenditori che vivono in California. Il valore stimato dell’imposta per Zuckerberg è di 11 miliardi di dollari.
Secondo la documentazione SEC di Meta, Zuckerberg ha discusso la questione con il consiglio di amministrazione già a luglio 2026, continuando le conversazioni in agosto. Nel settembre, ha avvertito che, se non si trovasse una soluzione, avrebbe messo in vendita la sua proprietà a Palo Alto, un gesto che potrebbe scatenare una tempesta mediatiche.
Il piano prevede di assegnare a ciascun azionista Class A o B una azione Class C in proporzione, creando un dividendo unico che equivale a un split 2‑per‑1. Meta afferma che questo non cambierà il potere di voto di nessun azionista.
Con la Proposta 40, Zuckerberg potrebbe vendere fino al 20% delle azioni Class C ricevute, pari al 10% del suo interesse economico complessivo. Questa operazione le consentirebbe di coprire l’imposta senza alterare il suo controllo di maggioranza.
Meta ha ribadito che la creazione delle azioni Class C è stata pensata per mantenere Zuckerberg al timone dell’azienda. Un comunicato recente sottolinea l’importanza del suo continuo coinvolgimento nella gestione e nella vicinanza ai laboratori di Meta Superintelligence Labs.
La proposta 40 ha suscitato forti reazioni tra i leader del Silicon Valley. Sergey Brin, cofondatore di Google, ha lanciato una campagna contro la misura, investendo ingenti somme per contrastarla. Altri critici sostengono che l’imposta potrebbe spingere capitali fuori dallo stato, un vero e proprio suicidio economico per la California.
Il rappresentante democratico Ro Khanna ha espresso, su X, che se la proposta passasse, i bambini californiani avrebbero accesso alla sanità, evidenziando i benefici sociali della misura.