La vicenda legata al jailbreak di PlayStation 5 sta subendo svolte rapide, al punto da diventare una fonte di crescente apprensione per Sony. Un elemento che potrebbe aver accelerato i tempi, secondo quanto ipotizzato, è l’impiego dell’intelligenza artificiale nella messa a punto della pratica di sblocco.
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Fino a pochi giorni or sono la situazione sembrava sotto controllo: il jailbreak non girava sulle console aggiornate al firmware 14.10, l’ultimo rilasciato dal colosso nipponico, e questo impediva di fatto l’avvio di copie non autorizzate di titoli come Grand Theft Auto 6. Una tranquillità durata poco: “Pare che sia stato ‘bucato’ anche l’ultimo firmware della console”, a distanza di appena pochi giorni dalla diffusione dell’aggiornamento. Lo sbarramento eretto dalla casa giapponese per arginare il fenomeno si è quindi rivelato di scarsa efficacia.
Le prospettive per il mese a venire non tranquillizzano: il rischio che la pirateria colpisca GTA 6 è concreto e, qualora si concretizzasse, le conseguenze per il mercato videoludico sarebbero disastrose. I progetti di Rockstar hanno richiesto costi di sviluppo esorbitanti e per le software house è vitale vendere il maggior numero possibile di copie per riuscire quantomeno a rientrare dai costi sostenuti. Una diffusione capillare del jailbreak tra gli utenti potrebbe quindi produrre un impatto, più o meno marcato, sulle vendite.
La possibile contromisura di Sony
Una reale contromossa ipotizzabile per Sony è la pubblicazione di un nuovo firmware in concomitanza con il debutto di GTA 6, una mossa che servirebbe almeno a proteggere il gioco nella fase immediatamente successiva al lancio. La partita, insomma, resta aperta. Va comunque sottolineato che l’exploit, individuato in queste ore, non è ancora pubblico: di conseguenza, al momento, i rischi per il firmware 14.10 restano limitati.