Zohran Mamdani ha deciso di vietare l’uso di intelligenza artificiale nelle scuole elementari e medi di New York, sostenendo che la tecnologia non debba essere introdotta senza un controllo adeguato. L’ordine è stato annunciato durante un’assemblea pubblica tenutasi a Webster Hall, dove il sindaco ha invitato i cittadini a prendere il controllo delle decisioni tecnologiche che incidono sulla loro vita quotidiana.
In un momento in cui il governo federale non ha ancora stabilito norme chiare sull’AI, Mamdani ha espresso frustrazione per la “completa abdicazione della legge federale” sul tema. Ha sottolineato che la discussione nazionale si concentra spesso sull’armistizio con la Cina, trascurando le preoccupazioni etiche legate all’uso della tecnologia. Il sindaco ha citato l’esempio di un attacco militare statunitense a un’istituzione scolastica in Iran, dove l’uso eccessivo di AI nel targeting ha contribuito all’escalation del conflitto.
Parallelamente, la nuova normativa richiede che proprietari, broker e piattaforme immobiliari indichino chiaramente quando le foto o i video delle proprietà sono stati generati con AI. L’obiettivo è proteggere i cittadini da “house‑phishing”, evitando di essere ingannati da annunci ingannevoli. Mamdani ha affermato che le scuole e il pubblico non dovrebbero accettare l’AI senza interrogarsi sulle sue implicazioni.
Il sindaco ha anche criticato il Superintelligence Task Force di Trump, che promuove la self‑regolamentazione delle grandi aziende AI anziché introdurre restrizioni federali. Ha dichiarato che è necessario un nuovo quadro normativo per affrontare le sfide poste dall’AI, soprattutto alla luce delle preoccupazioni sollevate da whistleblowers di Anthropic, Google DeepMind e OpenAI riguardo al rischio di estinzione umana.
Il messaggio di Mamdani è stato accompagnato da una dichiarazione di Ilana Glazer, attivista e celebrità di “Broad City”, che ha espresso preoccupazione per l’introduzione dell’AI nelle aule scolastiche, chiedendo maggior trasparenza e consenso. “Mi fa preoccupare. Sembra così non consensuale, come se… questo dovesse essere nelle scuole. Non era così due anni fa. Perché deve essere nelle scuole?” ha detto, evidenziando l’ansia che la tecnologia stia per trasformare l’educazione.