Avete mai ripescato da uno scaffale un vecchio gioco dall’aspetto impeccabile, lo avete infilato nella console e la lettura è fallita? È un’esperienza più comune di quanto si pensi. Quando il guasto dipende dal progressivo degrado del supporto e delle informazioni che contiene, la colpa è di quel fenomeno noto come bit rot.
Il termine è piuttosto generico e descrive il deterioramento o la corruzione dei dati memorizzati su un supporto nel corso del tempo. Questo non vuol dire che i singoli bit marciscano letteralmente: il problema riguarda, più che altro, i supporti fisici, che non sono eterni. Dischi ottici, memorie flash, hard disk e SSD possono degradarsi o sviluppare errori, fino a rendere illeggibili alcune porzioni di dati. Quando a deteriorarsi sono gli strati interni di CD, DVD e Blu-ray si parla spesso anche di disc rot. Graffi e sporco, va chiarito, ostacolano a loro volta la lettura fino a impedirla del tutto, ma si tratta di problemi diversi dal deterioramento spontaneo degli strati del disco.
Come conservare giochi e supporti fisici
Il fenomeno non colpisce soltanto i giochi d’epoca, bensì qualsiasi supporto, indipendentemente dalla sua età. Le case produttrici stesse forniscono linee guida precise. “PlayStation raccomanda di non esporre i dischi a temperature elevate, forte umidità o luce solare diretta, di conservarli nelle custodie e di pulirli con un panno morbido procedendo dal centro verso il bordo”. “Nintendo dà indicazioni simili per le schede di gioco di Switch, che non dovrebbero essere lasciate in luoghi umidi, sporchi o soggetti a temperature estreme”.
Chi possiede una collezione fisica, magari di valore, e teme il bit rot dovrebbe quindi partire dalla conservazione. Il consiglio può sembrare scontato, ma è il più efficace: custodie sempre chiuse, ambiente asciutto, lontananza dal sole diretto e nessun disco lasciato impilato o privo di protezione. Per i titoli più datati conviene inoltre verificarne periodicamente il funzionamento, così da intercettare eventuali problemi prima che il danno diventi irreparabile.
Backup e copie dei giochi digitali
Passare al digitale non elimina magicamente il problema: come già detto, anche hard disk e SSD vanno incontro a deterioramento. Per questo i dati importanti non dovrebbero mai esistere in una sola copia, quando la piattaforma consente di crearne il backup. “Su PS5 Sony permette di creare un backup su USB che può includere giochi, app e dati salvati”. Su Switch, invece, il cloud di Nintendo Switch Online protegge i salvataggi dei software compatibili, ma non rappresenta una copia integrale del gioco.
Su PC esiste un’ulteriore strada, sempre che il negozio lo consenta: tenere da parte i file necessari a reinstallare il titolo. “GOG, per esempio, mette a disposizione installer offline che possono essere scaricati e archiviati su un hard disk o un altro supporto”. Se il disco principale si guasta o il computer va formattato, il gioco può così essere reinstallato dall’installer conservato, senza doverlo riscaricare dal negozio.
Un metodo per rendere immortale un supporto, in realtà, non esiste: il tempo consuma ogni cosa. Quello che si può fare è rallentare il processo, conservando al meglio CD e DVD e, quando è possibile, mantenendo backup su altri supporti.