La celebrità, per Ben Affleck, è coincisa con un lungo ritiro domestico trascorso davanti allo schermo. L’attore, celebre per aver interpretato Batman e per aver co-sceneggiato Will Hunting, l’ha raccontato a Josh Horowitz durante il podcast Happy Sad Confused, dove gli è stato domandato quale fosse il videogioco che gli aveva “risucchiato più vita” di tutti.
La domanda, secondo Affleck, non era semplice, ma la risposta è stata immediata: StarCraft. “Ero appena diventato famoso e per tre anni non ho fatto altro che stare a casa a giocare a StarCraft”, ha ricordato l’attore.
Sui titoli più recenti, Affleck ha menzionato Valorant, lo sparatutto competitivo di Riot Games. Il problema, però, è che gli capita spesso di trovarsi contro ragazzini di undici anni che lo sconfiggono senza difficoltà. “È molto umiliante”, ha ammesso, ricorrendo a un’espressione piuttosto colorita per descrivere le batoste rimediate.
Uno schema che si ripete anche tra le mura domestiche. Affleck ha raccontato di giocare a NBA 2K con il figlio di quattordici anni, dal quale perde regolarmente. Il lato più difficile da mandar giù, ha spiegato, è che il ragazzo “ti batte e poi ti prende in giro e ti deride”. L’attore, però, sembra divertirsene, descrivendo la cosa in tono scherzoso come un’ulteriore umiliazione.
Il rapporto di Affleck con i videogiochi non si esaurisce però nei titoli competitivi. L’attore ha citato il proprio apprezzamento per Madden, Civilization e i classici sparatutto in prima persona. Tra questi, un posto speciale spetta a Doom, che a suo dire “si giocava all’infinito” durante la lavorazione di Will Hunting, pellicola scritta a quattro mani con Matt Damon: il “noi” usato dall’attore si riferisce con ogni probabilità proprio a loro due. “Ricordo che mentre scrivevo facevo lunghe pause per giocare a Doom. Non riesco a credere che sia uscito così tanto tempo fa”, ha detto.
Parole lusinghiere sono arrivate anche per Myst, che Affleck ha definito un “gioco favoloso”. Secondo l’attore, esisterebbe lo spazio perché qualcuno proponga nuovamente un’esperienza simile. Vale la pena notare che seguiti, remake, titoli ispirati e cloni esistono già, ma il loro mercato è oggi molto contenuto, come dimostra l’insuccesso commerciale del nuovo Riven.
Le dichiarazioni dell’attore arrivano mentre StarCraft è tornato sotto i riflettori: Blizzard starebbe infatti sviluppando un nuovo capitolo della serie, descritto come uno sparatutto open world con un forte impianto narrativo.