Garrett Langley, CEO e fondatore di Flock Safety, ha chiesto a TechCrunch Disrupt 2026 di San Francisco di ripensare la concezione della privacy. Secondo lui, in una società in cui la probabilità di dover rispondere a un reato è più alta, il progresso non può essere fermato.
Flock Safety, fondata nel 2017, si occupa di sistemi di sorveglianza. La sua tecnologia di riconoscimento targhe è installata in molte città statunitensi e serve le autorità locali. L’azienda ha inoltre sviluppato la funzione Search Party, che usa telecamere private e intelligenza artificiale per localizzare animali domestici smarriti. Nel 2025 ha collaborato con Ring di Amazon, ma la partnership è stata interrotta dopo un episodio sul Super Bowl in cui è stato trasmesso uno spot per Search Party.
Durante il suo intervento, Langley ha sottolineato che la privacy non è inviolabile. Ha detto: “Se vogliamo vivere in una società in cui, se commetti un reato, hai maggiori probabilità di doverne rispondere, non dovremmo arrestare il progresso.” Ha aggiunto che, sebbene l’azienda abbia commesso degli errori, milioni di persone beneficiano della sua tecnologia. “Oggi ci sono milioni e milioni di persone che vivono una vita migliore grazie a Flock”, ha affermato.
Langley ha ribadito che la sicurezza collettiva deve prevalere sull’inviolabilità della privacy. Ha concluso: “Oggi ci sono milioni e milioni di persone che vivono una vita migliore grazie a Flock. È chiaro che abbiamo commesso la nostra buona dose di errori e che c’è chi non condivide il nostro operato, ma ne vale la pena, perché un giorno quelle stesse persone potrebbero ritrovarsi a essere delle vittime.”