Gemini 4 Argon è ora disponibile a livello globale, dopo circa due settimane di accesso limitato a partner selezionati. L’accesso è riservato agli abbonati Google AI Ultra e Pro tramite l’app Gemini e la modalità AI in Search, mentre gli sviluppatori possono usufruire di Google AI Studio, Android Studio e Google Antigravity (con abbonamento Ultra).
Il modello è progettato per affrontare problemi complessi in ambiti quali programmazione, scienza, finanza, diritto e cybersicurezza. Grazie alle sue capacità avanzate, può individuare vulnerabilità nei software e generare il codice delle patch. Durante le prime due settimane di anteprima, l’accesso era limitato agli iscritti al Fairwind Program, ora ampliato in seguito al rollout globale.
Google ha implementato tre livelli di protezione in tempo reale contro i jailbreak, che mirano a evitare che gli utenti tentino di aggirare le restrizioni del modello. Il primo livello prevede un’analisi della richiesta e del contesto della conversazione. Il secondo livello utilizza componenti interni per individuare input che sembrano innocui, ma che potrebbero essere pericolosi. Il terzo livello attiva un monitoraggio continuo del ragionamento, interrompendo la conversazione qualora diventi problematica.
Per contrastare il prompt injection, Google ha rafforzato le difese in modo che il modello esegua istruzioni nascoste solo nello 0,7% dei casi, come dimostrato dai test interni. Inoltre, il modello è stato addestrato a rispettare i “confini di sistema”, a segnalare risultati negativi in maniera onesta e a chiedere conferma umana quando necessario.
Un ulteriore strumento sviluppato da Google è un monitoraggio in tempo reale del disallineamento, che osserva le azioni dell’agente e la sua catena di pensiero per intervenire prima che si verifichino violazioni. Questo sistema è stato progettato per affrontare il rischio di un agente AI che decide autonomamente di perseguire obiettivi diversi da quelli previsti.
In base alle valutazioni interne, Gemini 4 Argon si rifiuta di rispondere a richieste pericolose, come la scrittura di codice di exploit o la produzione di armi biologiche. Il modello blocca inoltre più prompt CBRN (chimici, biologici, radiologici e nucleari) rispetto ai modelli precedenti.