DLSS 5 applicato a Pac‑Man: risultato inaspettato
La tecnologia di upscaling di NVIDIA, nota per i titoli 3D, è stata provata su Pac‑Man, un classico 2D. Il canale ucraino Calery Kryzhanovksy ha eseguito il test con l’emulatore MAME, integrando DLSS 5 tramite ReShade e RenoDX. La modalità 4x Multipass è stata utilizzata per aumentare la scala, mentre quattro impostazioni di rendering – Natural, Default, Cinematic e Denoise – sono state valutate. Il risultato è stato un mix di distorsioni visive e glitch, tra cui la cancellazione degli occhi del fantasma verde e dei punti del labirinto. DLSS 5 è progettato per titoli 3D moderni e non funziona bene su giochi 2D come Pac‑Man. L’esperimento ha dimostrato che l’uso di questa tecnologia su giochi non destinati può generare effetti imprevedibili.
Dettagli tecnici del test
Il test è stato svolto con l’emulatore MAME, che non supporta nativamente DLSS 5. Per integrare la tecnologia è stato usato ReShade, un layer di post‑processing, e RenoDX, un tool per modificare i parametri di DLSS. La modalità 1x produce risultati quasi impercettibili su giochi più datati, mentre l’elaborazione multipla consente di accumulare le modifiche. Il gioco offre pochissime informazioni tridimensionali da elaborare, rendendo la qualità finale non eccellente. L’assenza di dettagli tridimensionali e di elementi umanoidi, tranne gli occhi, limita l’efficacia dell’upscaling.
Analisi delle quattro modalità
Le quattro impostazioni testate hanno prodotto risultati distinti. La modalità Natural mantiene la leggibilità del labirinto. Default assegna zigomi ai fantasmi. Cinematic trasforma Blinky in un personaggio cinematografico, mentre Denoise rimuove i punti dal tabellone. Ogni modalità ha interpretato diversamente il colore giallo, i quattro fantasmi e i punti del labirinto. Il risultato finale mostra un cerchio giallo, quattro fantasmi e quattro versioni del loro aspetto, evidenziando la variabilità della tecnologia quando applicata a un contesto 2D.