L’intrattenimento moderno ha raggiunto livelli mai visti prima, e il mondo dei videogiochi non fa eccezione: ogni anno escono così tanti titoli che alcuni finiscono nell’oblio prima ancora che qualcuno possa accorgersene. Molti giochi scompaiono prima di farsi conoscere perché arrivano nel momento sbagliato, hanno poco marketing o vengono travolti da produzioni più grandi.
Non si tratta necessariamente di prodotti scadenti: il problema è semmai l’uscita mal programmata, la scarsa visibilità o la concorrenza di colossi che assorbono tutta l’attenzione. Il risultato è un mercato pieno di giochi di qualità che hanno raccolto un successo ben misero rispetto a ciò che meritavano. Come questi cinque.
Tinykin è un platform 3D con componenti da collectathon e una parentela evidente con Pikmin, pur senza combattimenti né timer. Il gioco dimostra quanto possa essere appagante la semplice esplorazione: si corre per stanze gigantesche nei panni di un protagonista minuscolo, servendosi dei Tinykin per erigere ponti, raggiungere aree altrimenti inaccessibili o far saltare ostacoli. Il tutto è vivace, fluido e ricco di oggetti da raccogliere.
Lunistice sembra un titolo spuntato fuori da una console a 32 bit: riprende l’estetica di PlayStation e Saturn senza però ereditare certe rigidità tipiche dei platform 3D di quel periodo. Si corre, si salta, si sperimentano percorsi alternativi e l’esperienza fila via splendidamente. Eppure, nonostante l’accoglienza calorosa, il riscontro commerciale è stato deludente: “Lunistice, nonostante il gradimento altissimo, su Steam non arriva neanche a duemila recensioni”.
Promenade si può descrivere come un piccolo Mario Odyssey in 2D. L’ambientazione trabocca di ingranaggi da recuperare, puzzle, gare e segreti nascosti, mentre il personaggio principale ha la capacità di afferrare oggetti e nemici e scagliarli verso il basso per guadagnare un secondo salto: una meccanica elementare che il gioco sfrutta in maniera originale, senza mai diventare ripetitiva.
Con Midnight Fight Express si cambia completamente genere: è un picchiaduro isometrico rapido e brutale, molto più tecnico di quanto appaia a prima vista. Le animazioni realizzate in motion capture rendono pugni, prese e finisher estremamente fluidi, al punto che le risse sembrano coreografie tratte da un film d’azione. E soprattutto, prendere a botte i nemici resta un piacere dall’inizio alla fine dell’avventura.
The Eternal Cylinder mette il giocatore al comando di un branco di piccole creature, i Trebhum, costrette a scappare attraverso un mondo alieno da un cilindro colossale che avanza e schiaccia tutto ciò che trova sul proprio cammino. Mangiando determinati elementi, i Trebhum sviluppano mutazioni che garantiscono capacità utili per esplorare l’ambiente e restare in vita. Il risultato è un gioco buffo, inquietante, tenero e completamente assurdo.