Il 11 febbraio 2005 è la data in cui Carlo Azeglio Ciampi sigla il decreto che definisce i requisiti per l’erogazione di servizi di trasmissione di documenti informatici tramite posta elettronica certificata. Il provvedimento fa riferimento all’articolo 27 della legge approvata il 16 gennaio 2003, che estende l’uso della posta elettronica tra pubbliche amministrazioni e privati. Da quel momento, l’Italia ha intrapreso il percorso che ha portato all’introduzione della PEC nel 2006, e oggi la sua normativa è in fase di adeguamento al regolamento eIDAS europeo.
Il convegno “PEC: Eccellenza italiana, futuro europeo” si è svolto a Roma nella sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano. L’iniziativa, promossa da Aruba e patrocinata da AgID con il supporto di ABI, ha messo in evidenza l’evoluzione dello strumento e il suo ruolo nel contesto europeo. In anteprima sono stati presentati i dati IDC sull’adozione e sull’utilizzo della PEC.
Lo scopo principale dell’incontro è stato quello di analizzare l’attuale utilizzo della posta elettronica certificata da parte di cittadini, imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni, e di discutere le prospettive offerte da eIDAS 2.0, EUDI Wallet e il futuro Business Wallet. Stefano Sordi, Direttore Generale di Aruba, ha sottolineato la necessità di mantenere la semplicità e l’universalità della PEC, pur orientandola verso gli standard europei e garantendo l’interoperabilità continentale.
La diffusione della PEC è in costante crescita grazie alla sua facilità d’uso: chi è in grado di inviare una e‑mail è in grado di inviare e ricevere una PEC. Conoscere l’indirizzo PEC di un’altra casella è sufficiente per comunicare con istituzioni, imprese e cittadini, indipendentemente dal gestore.
Altri partecipanti al convegno sono stati assocertificatori, MEP e il Ministero per la Pubblica Amministrazione. L’attenzione è stata rivolta all’evoluzione normativa e tecnologica, con particolare riferimento al principio di interoperabilità a livello continentale per evitare la frammentazione tra i sistemi nazionali.
Secondo i dati IDC citati, la PEC ha raggiunto una diffusione significativa: oltre 20 milioni di caselle attive e circa 3,5 miliardi di messaggi scambiati nel 2026. Il white paper “PEC: diffusione, casi d’uso e prospettive di interoperabilità nell’ecosistema digitale europeo” evidenzia la varietà crescente di casi d’uso, come sottolineato nella prefazione di Mario Nobile, Direttore Generale di AgID.
Dati chiave per le imprese
Il 63% delle imprese gestisce tra due e cinque caselle PEC, il 52% la considera un mezzo di semplificazione dei processi e il 64% la utilizza per partecipare a bandi e gare.
Dati chiave per professionisti e pubbliche amministrazioni
Il 78% dei professionisti impiega la PEC su base quotidiana o settimanale, mentre il 60% delle pubbliche amministrazioni la usa ogni giorno per comunicare, trasmettere atti e autorizzazioni.
Dati chiave per i cittadini
Il 45% dei cittadini utilizza la PEC ogni settimana o almeno una volta al mese, pur non essendo un obbligo.
La PEC, che ha iniziato come prerogativa nazionale, si sta ormai orientando verso una piena conformità europea, mantenendo al contempo la semplicità che ha reso accessibile a tutti gli utenti.